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Test per il Covid: cos’è il tampone Coi e cosa rileva

In Sicilia crescono i casi di coronavirus ed è caccia ai tamponi, anche per il fai da te. Esistono diversi tipi di test rapidi antigienici approvati dall’Unione Europea, circa 560, e ce n’è uno chiamato “Coi” che raramente si traduce in un falso negativo e che ha caratteristiche leggermente diverse dagli altri. Si trova in farmacia ad un costo di 2-3 euro in più rispetto a quello tradizionale.

Tampon Coi, caratteristiche

Un tampone Coi (“cut off index”) è un tampone “threshold index”. La modalità di esecuzione è identica alle altre ma il risultato finale del test Coi è una cifra che corrisponde all’intensità del segnale fluorescente. Il risultato verrà quindi presentato come “maggiore di 100”, o altri valori a seconda della scala utilizzata per quella marca di test.

Coi buffer, quantitativo o semiquantitativo

I test Coi sono spesso definiti “quantitativi” o “semiquantitativi” dai fornitori, al contrario di quelli antigenici classici che sono qualitativi. Un tampone è quantitativo se misura la quantità di virus presente nel campione analizzato, “ma definire quantitativo il test Coi è una forzatura”, affermano gli esperti. Va ricordato che la gravità della malattia non corrisponde alla quantità di virus presente nell’organismo, poiché non è possibile scoprire i sintomi che si avranno con un tampone.

Buffer Coi, le differenze

Il tampone Coi non diventa rosso o viola come gli altri test, ma diventa fluorescente ed è considerato negativo se il valore è inferiore a uno, se è superiore è positivo. Il risultato non può essere letto ad occhio nudo, ma per decifrarlo è necessaria una macchina specifica. Il tampone Coi non rivela quali saranno i sintomi futuri. Va ricordato che la carica virale non corrisponde ai sintomi per i quali una carica virale più elevata non porta a malattie gravi e viceversa.

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