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Terza sconfitta esterna per l’Inter, l’Udinese vive un giorno da leoni

Terza sconfitta esterna consecutiva per l’Inter che sembra già abdicare dopo sette giorni di corsa allo scudetto. Non tanto per il distacco dall’alto, quanto per la scarsità del gioco, la lentezza della manovra, la mancanza di grinta, la confusione in cui sembra essere caduto Inzaghi, che in gara ha più volte rivoluzionato l’assetto difensivo . L’unico successo fuori San Siro è arrivato all’esordio, a Lecce. Da allora, solo colpi. E tutti meritano.
Anche l’Udinese, dopo quelle di Fiorentina e Roma, ha strappato il cuoio capelluto ai nerazzurri e ha segnato la quinta vittoria consecutiva. La squadra viaggia il doppio degli avversari e Sottil ci mette ragione, con un pressing alto spettacolare e la classifica sembra una sorta di miracolo, considerando l’allenatore all’esordio in Serie A e il mercato redditizio per i friulani. Per la prima volta dall’inizio del campionato, Sottil+ schiera la formazione tipica: recupera Bijol al centro della difesa, e piazza i suoi assi, Udogie e Pereyra, sulle fasce, con Beto e Deulofeu in avanti. Inzaghi deve rinunciare a Calhanoglu e Lukaku, infortunati e, rispetto alla vittoriosa trasferta di Champions League, ospita Handanovic, Darmian e Lautaro. Dzeko immobile è davanti. In difesa si affida ad Acerbi e De Vrij si sacrifica ancora in panchina.
L’Udinese parte forte e al 3′ Lovric tira a lato da buona posizione. Sul ribaltamento davanti, Darmian si allunga al limite: Barella si fa carico della punizione e la mette nel sette. L’Udinese non c’è e chiude gli ospiti nella loro metà campo. La pressione regala i risultati sperati già al 22′, grazie ad un autogol di Skriniar, pressato su cross di Pereyra. Una mezza calamità a sinistra, insieme a uno sconcertato Bastoni. Entrambi sono stati ammoniti per il ventesimo.
Alla mezz’ora il difensore della Nazionale prova a farsi perdonare: pettorale di Dzeko, missile semi-rovescio e miracolo di Silvestri. E’ il suo ultimo pallone perché prima ancora di battere l’angolo risultante Inzaghi richiama in panchina entrambi i cartellini gialli, inserendo Gagliardini e Dimarco. La prima frazione si chiude con la solita tela: Udinese prima su tutti i palloni, ritmo frenetico e fraseggio veloce, mentre l’Inter punta sui lanci lunghi, ottenendo anche distacchi che Dumfries spreca con giocate grossolane.
Nel secondo tempo inizia meglio l’Inter, compreso il gol annullato da Dzeko per netto fuorigioco. La partita è brutta e il gregge giallorosso, anche per Brozovic, che diffida, mancherà la Roma nell’intervallo. Cinque gialli in sette gare, però, dimostrano che il croato è troppo nervoso. Morbido anche Skriniar: al 63′ sbaglia il disimpegno e Lovric, dopo aver coperto 40 metri, costringe Handanovic ad allungare per togliere palla dall’angolo.
Tutto accade al 72′: mischia in area, Deulofeu colpisce il palo, i difensori si sacrificano sulla ribattuta. Due minuti dopo, altro contropiede per Deulofeu che appoggia debolmente da ottima posizione. L’Inter si alza e il new entry De Vrij fa il regalo – ennesima partita con vari errori tecnici da parte di quasi tutti i tifosi dell’Inter – che permette ai padroni di casa di passare in vantaggio. A livello della bandierina, l’olandese avvolge e lancia il pallone in angolo. Sul colpo, incornato da Bijol, colpevole lasciato libero e Inter all’inferno. Nella ripresa Arslan manda in estasi la Dacia Arena incornando un perfetto contropiede sotto la traversa per il definitivo 3-1.

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