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Sicilia, parte la resa dei conti nel Pd: il segretario di Palermo Filoramo si dimette

La resa dei conti nel Pd si è aperta anche senza attendere il vaglio delle Regionali, previsto per le 14. ha affidato la sua riflessione e amarezza a un post sui social: «Si è perso, non ci sono scuse. Non siamo riusciti ad entrare in sintonia con gli italiani, siamo percepiti come il partito del potere, distaccato dai problemi reali del Paese, ma vi assicuro che i nostri militanti sono brave persone, vicine ai problemi dei cittadini, donne concrete e uomini. Inoltre, abbiamo fatto un gioco suicida, non tenendo debitamente conto, di una legge elettorale, che colpevolmente non abbiamo modificato, che richiede alleanze in collegi uninominali. Le responsabilità sono nostre, dobbiamo trarne le conseguenze e ripartire senza traumi e lacerazioni, ma concretamente il rimpiazzo ai vertici e nelle politiche del Pd, a partire dall’Unione Provinciale che ho l’onore di guidare”.

Una posizione auspicata da Antonio Rubino, leader siciliano insieme a Fausto Raciti, della corrente orfiniana che chiede apertamente le dimissioni di Antony Barbagallo dal leader del partito dell’isola: «Le dimissioni del segretario provinciale sono la testimonianza di e serietà umana. Molte volte non ho condiviso il suo percorso ma ha un’onestà intellettuale che spero sia di esempio per altri a tutti i livelli», ha detto Rubino commentando il post di Filoramo.

Uno sgombero della classe dirigente poco fa ha chiesto anche a Carmelo Miceli, esponente di area Pd che fa riferimento a livello nazionale a Lorenzo Guerini. E nel pomeriggio è attesa una presa di posizione durissima anche da Antonello Cracolici, escluso dalle liste al Senato e apertamente critico sulle scelte della segreteria regionale e nazionale.

Terremoto al Pd dopo la botta: Miceli e Rubino contro il vertice, Filoramo fa un passo indietro

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