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Secondo colpo di Stato in otto mesi nel Burkina Faso

Il Burkina Faso ha subito un secondo colpo di stato in otto mesi: il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, salito al potere con un colpo di stato a fine gennaio, è stato deposto dai militari.
Dopo una giornata segnata da sparatorie nel distretto presidenziale di Ouagadougou, una quindicina di soldati in mimetica, alcuni con il volto coperto, sono apparsi in tv per annunciare la svolta poco prima delle 20 (22 in Italia). “Il tenente colonnello Damiba viene rimosso dall’incarico di presidente del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione”, ha detto un capitano incaricato di dare l’annuncio, riferendosi all’Mpsr, l’organo di governo della giunta, e al suo capo, considerato filo-francese o almeno non critico nei confronti di Parigi.

Il nuovo uomo forte del Paese, nominato presidente dell’MPRS, è ora il capitano Ibrahim Traoré, ha annunciato i militari, leggendo tre dichiarazioni dei golpisti che non hanno svelato la sorte di Damiba ma hanno sottolineato che la Costituzione è “sospesa” e sia il il governo e l'”Assemblea legislativa di transizione” vengono sciolti. Nel comunicato «03» si precisa inoltre che le frontiere terrestri e aeree del Paese rimarranno chiuse a partire dalla mezzanotte e «fino a nuovo avviso».

Nel poverissimo Paese dell’Africa occidentale, ex colonia francese un tempo denominata Alto Volta, è stata “sospesa” anche l’attività di partiti politici e organizzazioni non governative e dalle 21 è in vigore il coprifuoco notturno. Per giustificare l’intervento, i militari hanno sottolineato “il continuo deterioramento della situazione della sicurezza” nel Paese: “Lungi dal liberare i territori occupati, le aree un tempo pacifiche sono passate sotto il controllo dei terroristi islamici”, hanno affermato.

Quando è salito al potere il 24 gennaio, anche allora in una dichiarazione letta da uomini armati in televisione, Damiba ha promesso di fare della sicurezza la sua priorità in questo Paese martoriato da anni da sanguinosi attacchi jihadisti che si sono moltiplicati negli ultimi mesi. soprattutto al nord. Dal 2015 gli attacchi dei movimenti armati affiliati ad Al-Qaeda e ai terroristi dello Stato Islamico, principalmente nel nord e nell’est del Paese, hanno ucciso migliaia di persone e causato circa due milioni di sfollati.

Nella capitale Ouagadougou all’alba e poi nel pomeriggio ci sono stati anche spari di armi pesanti, diverse arterie della città erano state bloccate per l’intera giornata dai militari, in particolare davanti alla sede della televisione nazionale. C’è stata anche una manifestazione di diverse centinaia di persone che hanno elogiato la Russia e inveito contro la presenza francese nel Sahel.
Il colpo di stato guidato a gennaio da Damiba aveva rovesciato il presidente Roch Marc Christian Kaboré, già impopolare a causa dei crescenti attacchi jihadisti.

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