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Sciacca, giovani professionisti nella giunta del giovane sindaco Termine

«Ringrazio tutta la città, anche chi non ci ha votato. Vogliamo convincerli che questa è stata la scelta giusta e ci metteremo subito al lavoro». Questo il primo commento di Fabio Termine, 32 anni, consigliere comunale uscente, appena eletto sindaco di Sciacca. Rappresenta il Pd e tre liste civiche, di cui una comprende i grillini. Ha battuto, ottenendo il 53,43% dei voti, Ignazio Messina, alla guida di uno schieramento composto da cinque liste civiche al primo turno e al ballottaggio anche Fratelli d’Italia e Popolari e Autonomisti. Messina, pur riconoscendo la sconfitta, ha confermato, come aveva già fatto nei giorni scorsi, che farà ricorso al TAR per il voto al primo turno.

L’ex parlamentare nazionale e due volte sindaco di Sciacca fa riferimento a circa 30 voti in una sezione non assegnata ea circa 300 – ha riferito – nell’intera fase del primo turno elettorale. Messina al primo turno aveva ottenuto il 39,9 per cento dei voti. Il primo risultato ufficiale aveva indicato la sua vittoria con il 40,1%, ma poi sono stati sottratti 38 voti che gli sarebbero stati attribuiti per errore (riconosciuti dallo stesso presidente) nella sezione numero 4. In attesa di verifica da parte della giustizia amministrativa, invece, Fabio Termine è sindaco e guiderà il Comune di Sciacca con un consiglio formato da giovani professionisti. La proclamazione è attesa tra domani e venerdì. Pulizia della città e focus sull’ospedale sono i primi impegni.

«Non dico che nei primi cento giorni eliminerò l’80% dei buchi come diceva Messina perché questo non è possibile – dice Termine – ma ci metteremo subito al lavoro per dare risposte». Per Termine la vittoria «Rappresenta la fine di un percorso, ma ora ne inizia un altro, più difficile, quello di amministrare la città. Voglio mettermi al lavoro collaborando con tutti, dai consiglieri comunali eletti alle forze politiche che fanno parte del consiglio. Capisco la responsabilità del momento e dobbiamo chiudere la campagna elettorale che è finita. La città deve essere portata avanti con tutte le rappresentanze democratiche elette. Preferisco non parlare di maggioranze e minoranze, ma di una proposta politica e culturale per la città, ascoltando anche quella degli altri».

L’elettorato ha assegnato 10.014 voti a Termine e 8.728 a Messina. Quest’ultimo, invece, avrà la maggioranza in consiglio comunale, ottenuta grazie alla comparizione con Fratelli d’Italia e Autonomi. La coalizione messinese avrà 15 consiglieri comunali su 24 compreso lo sconfitto candidato sindaco che ha annunciato che guiderà il suo girone di cinque membri. Oltre a Messina ci sono Ignazio Bivona, Raimondo Brucculeri, Clelia Catanzaro e Luca La Babera. Due membri per Onda, Carmela Santangelo e Alessandro Grassadonio, e due per Ventiventidue, Filippo Bellanca e Paolo Mandracchia. Due consiglieri anche per Insieme per Sciacca, Pasquale Bentivegna e Nino Venezia, e uno per Sciacca Terme Rinasce, Isidoro Maniscalco. Fratelli d’Italia porta in consiglio Calogero Bono e Gaetano Cognata e Lorenzo Maglienti. Gli amministratori che sostengono l’amministrazione Termine sono Daniela Campione e Gabriele Modica di Mizzica, Alessandro Curreri e Salvino Patti di Next-Cinque Stelle, Valeria Gulotta e Antonino Certa del Pd, Giuseppe Ambrogio e Fabio Leonte di Ferdinandea. L’unico componente della componente che ha affiancato Matteo Mangiacavallo, escluso al primo turno, e Maurizio Blò.

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