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Sbarchi in segreto sulle coste di Trapani e Agrigento: 10 arresti in 5 province, i nordafricani sparivano subito

Grande operazione contro ilimmigrazione clandestina in quattro province siciliane: Agrigento, Trapani, Caltanissetta e Messina – e in quello di Siena, in Toscana. L’operazione, denominata Caronte, è stata realizzata dalla Guardia di Finanza, che ha applicato misure restrittive della libertà nei confronti dieci persone accusate di associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I finanzieri hanno individuato e arrestato i componenti di un pericoloso gruppo criminale transnazionale, composto da cittadini italiani ed extracomunitari, dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con collegamenti, almeno di alcuni sospetti, con ambienti terroristici internazionali. La misura cautelare è stata emessa da gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano.

Le indagini, dicono le fiamme gialle, hanno dimostrato la capacità di organizzazioni criminali transnazionali offrire, nel settore della tratta di esseri umani, nuovi servizi volti a rendere più sicuri gli attraversamentiovviamente in cambio salari più alti con guadagni elevatima anche e soprattutto a garantire la non identificazione dei soggetti sbarcati dalle autorità nazionali; ciò per garantire loro una maggiore libertà di movimento una volta giunti a destinazione, e per consentire ai ricercati di sfuggire alle forze di polizia o per garantire l’anonimato di coloro che si recano in Europa per scopi illegali. Nel corso delle attività investigative è stato raccolto un sostanzioso compendio di prove utili a dimostrare come l’associazione per delinquere fosse particolarmente attiva nell’organizzare sistematicamente i trasporti marittimi tra la Tunisia e le coste trapanesi e/o agrigentine della Sicilia di gruppi di Soggetti nordafricani in grado di sostenere l’alto costo del transito esclusivo a bordo di veloci e funzionali gommonispesso, intenti a sfuggire alle perquisizioni delle autorità di polizia tunisine.

È stato inoltre accertato che il servizio offerto dall’organizzazione criminale non si è concluso con lo sbarco, ma anche compreso successive forme di assistenza volte a garantire il soggiorno irregolare dei migranti nel territorio dello Stato, come eludere le forze dell’ordine, mandarle a destinazione, trasportarle e riceverle in case sicure, fino a farle fuggire dai centri di accoglienza. In un’occasione è stato anche accertato che il principale responsabile dell’organizzazione e altri membri dell’organizzazione ospitati nella provincia di Trapani, e poi aiutato a fuggire in Tunisia, soggetto, con legami con circoli terroristici, destinatario di una mandato di arresto. , emesso dall’autorità giudiziaria tedesca. L’uomo è ritenuto responsabile di un tentato omicidio commesso a Lipsia nel 2020. In questo modo gli è stato permesso di sfuggire alle perquisizioni delle autorità tedesche e italiane.

Le indagini condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria di Agrigento si sono articolate in servizi di ascolto telefonico, intercettazioni ambientali e telematiche, osservazione di soggetti di interesse investigativo anche attraverso riprese video, monitoraggio degli spostamenti degli indagati e attività varie volte a reperire prove delle ipotesi investigative, quali controlli in mare, con l’ausilio di unità navali del corpo d’armata, sequestri e acquisizione di documenti. Tutto ciò ha permesso di documentare i continui contatti telefonici tra gli indagati, i ripetuti acquisti di schede telefoniche, la fornitura di barche, automobili, apparati telefonici (spesso intestati a terzi), case per ospitare migranti e rifugi per nascondere gommoni, l’uso di un linguaggio criptico consolidato volto a eludere le indagini, la disponibilità di mezzi navali di elevata importanza economica, un circuito di contatti stabili con organizzazioni tunisine che procurano individui che vivono in clandestinità in Tunisia e che hanno la necessità di scappare.

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