Notizie Italia

Sanità e viaggi della speranza, meno siciliani in altre regioni per le cure

Inversione di tendenza. Questo il riassunto della conferenza stampa sull’analisi della mobilità passiva ospedaliera in Sicilia. Lo dicono i dati dal 2021 solo il 7,8 per cento dei siciliani ha lasciato l’isola per farsi curare in altre regioni.

Per la prima volta, quindi, la mobilità passiva ospedaliera scende sotto l’8 per cento, segno – secondo l’assessore alla Salute, Ruggero Razza – che la sanità siciliana è efficiente sotto ogni aspetto. Per la Regione si tratta di un risparmio di 50 milioni di euro.

Il 62% dei servizi forniti ai cittadini è stato coperto lo scorso anno dal sistema pubblico, il 30% dal sistema privato. L’analisi della mobilità passiva emerge dal rapporto Kpmg sui dati della Regione Siciliana, presentato a Palazzo Orleans da Razza e dal direttore generale del dipartimento, Mario La Rocca.

“Per la prima volta scendiamo sotto l’8% della mobilità – ha detto Razza – Il pubblico dimostra di fare il suo lavoro non solo occupandosi di attività di emergenza e grazie al contributo del sistema privato i siciliani ricevono il 92% dei benefici della regione” . L’assessore ha sottolineato un fatto: “Per la prima volta il saldo della mobilità scende sotto i 180 milioni e non per l’emergenza Covid, ma perché c’è stata la capacità di produrre 43 milioni di euro in più in servizi sanitari in Sicilia: offrendo quindi la possibilità ai siciliani di trovare cure nella propria regione.Questo non significa che non ci siano criticità, in quanto le liste attese a volte vanno al di là del dignitoso”.

Per Razza «oggi è la fotografia di un programma, partito nel 2018, che si è prefissato degli obiettivi e che oggi presenta un bilancio conclusivo: la Sicilia in questa fase difficilissima ha risparmiato 50 milioni di euro che prima andavano altrove».

Il panorama è meno roseo se si guardano alcuni dettagli. La Sicilia, ad esempio, sta diventando sempre più obesa ed è in aumento il numero di cittadini che decidono di farsi curare dalle strutture oltre lo Stretto. “Il problema dell’obesità è la vera novità di questo rapporto – ha aggiunto Razza -. In passato c’erano altri DRG in primis, quello dell’obesità appare ora”.

Nel 2021 il 3% degli interventi extraregionali ha riguardato l’obesità, 710 pazienti in totale. A fare da apripista nei “viaggi” fuori isola sono l’ortopedia e la traumatologia (6%), l’oncoematologia (4%) e le protesi vertebrali (4%).

© Tutti i diritti riservati

Related Articles

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Back to top button