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Ritrovato il corpo di Mattia trascinato dal fango: «Le speranze sono finite»

Le speranze di ritrovarlo vivo, otto giorni dopo essere stato travolto dalla furia della Nevola, erano praticamente nulle. E oggi sono completamente svaniti: il corpo senza vita di Mattia, 8 anni, è stato ritrovato in un campo al Passo Ripe di Trecastelli, 15 km più a valle da dove l’auto su cui viaggiava con la madre Silvia fu trascinata via dalla furia dell’acqua quella maledetta sera del 15 settembre, quando l’alluvione devastò l’entroterra di Senigallia. I morti, ora che Mattia è stato ritrovato, sono 12 e manca ancora Brunella Chiù, la 56enne ultima ufficiale scomparsa.

Il corpicino di Mattia si trovava a circa 150 metri da Nevola, in un campo vicino a un asilo nido: è stato un dipendente del manicomio ad accorgersene ea denunciarlo al proprietario del terreno che a sua volta ha chiamato subito i carabinieri. Il ragazzino indossava ancora la maglietta gialloverde, quella che migliaia di italiani hanno visto nelle foto che sono circolate nei giorni scorsi. Poco prima dell’identificazione del corpo, la madre, Silvia Mereu, aveva chiesto che le ricerche proseguissero fino alla restituzione di Mattia ai genitori. Insieme all’ex marito Tiziano Luconi, padre del bambino, alla sorella Caterina e al marito di quest’ultimo Alessandro Fontana, la donna dimessa ieri dall’ospedale aveva raggiunto i soccorritori che lungo i fiumi Nevola e Misa stavano proseguendo incessantemente da otto anni la loro ricerca. giorni. . «So che trovarlo vivo ormai è un po’ impossibile – le sue parole all’ANSA – ma vorrei che almeno il suo corpo venisse recuperato e che si facesse tutto il possibile. Una tragedia così grande non può finire così. Se non altro voglio una tomba su cui piangerlo, per riabbracciarlo. Per quanto difficile sarà, almeno voglio che questo avvenga».

Il desiderio di una madre disperata che dovrà trovare un modo per sopravvivere, che in qualche modo è stato esaudito: alle 15:30 è stato ritrovato il cadavere del bambino. Ora verranno effettuate le procedure di identificazione, per dare certezza al riconoscimento, con l’esame del Dna, e l’autopsia disposta dalla Procura di Ancona. “Ormai le speranze sono finite”, ha detto il padre di Mattia subito dopo aver appreso la notizia. Nel paese in cui Mattia viveva con la madre, San Lorenzo in Campo, ha detto il sindaco Davide Dellonti, «c’è per tutti un’atmosfera surreale di tristezza. La scoperta del corpo concretizza il fatto che tutti sapevamo ma non volevamo». Nella tragedia di una giovanissima vita spezzata, ha aggiunto, la speranza è che aver ritrovato il bambino, scomparso da 8 giorni e praticamente senza speranza di essere ancora vivo, possa in qualche modo dare almeno un po’ di sollievo alla famiglia, al mamma e penso anche al papà».

Silvia, farmacista del piccolo paese di Barbara, aveva raccontato quei momenti drammatici del pomeriggio. Era con il bambino nell’auto Mercedes Classe A quando è stata trascinata a valle, in un istante, dall’onda del fiume. Dopo circa 2 km, le ricorda, “l’abitacolo era pieno d’acqua. Tenevo il braccio fuori dalla finestra per cercare di chiamare il segnale. Non riuscivo più a respirare e sono uscito dalla finestra, l’ho abbracciato e Mattia mi si è attaccato, non so nuotare». Intorno «all’inferno, le onde dell’acqua, e le uniche luci che vidi provenivano da fulmini e fulmini che illuminavano il cielo. Era buio e potevo sentire il rombo del fiume che scorre. Intorno, tronchi, detriti…». «Ho un lampo – ha aggiunto Silvia – dell’ultima immagine che ho di lui. Mattia si aggrappò a un ceppo, mi tese la mano, urlò e pianse. Sono affondato, sono svenuto, non lo so, poi non l’ho più visto. Mi sono aggrappato a una pianta, e mi sono gettato verso i filari, mi sono arrampicato, ho urlato, pianto, salutato, qualcuno mi ha sentito da una casa vicino al fiume. Dopo circa 1-2 ore, sono arrivati ​​i soccorsi. Ancora non capisco come sono riuscito a salvarmi». Da quell’orrore, però, Mattia fu risucchiato. Per sempre.

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