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Regionali Sicilia, Armao: «Abolire il voto segreto». E attacca Miccichè

«La pubblica amministrazione è la madre di tutte le riforme. Una volta riformate le procedure, occorre passare al riordino della Regione, passando dal ricambio generazionale che deve vedere giovani manager che parlano inglese, che conoscono le procedure informatiche, che sanno di economia e di diritto europeo”. Lo ha detto il candidato alla presidenza della Regione per il Terzo Polo, Gaetano Armao, in un confronto a Catania con i vertici di Ance e Confindustria Etna. Presenti i vertici dell’Associazione costruttori edili Gaetano Vecchio e Rosario Fresta e di Confindustria Catania Antonello Biriaco.

“Chi parla di riforme senza l’abolizione del voto segreto – ha aggiunto – sa bene che non si realizzeranno perché quell’abolizione ne è il presupposto. In questa legislatura, infatti, il voto segreto è stato coltivato dal Presidente dell’Assemblea (Gianfranco Miccichè, ndr) e dai peggiori esponenti politici del gruppo di potere che ho più volte richiamato».

E’ proseguito il dibattito sulla “necessità di rafforzare le ZES (Zone economiche speciali) e le super ZES che abbiamo istituito rafforzando la tassazione vantaggiosa”. Armao ha poi ricordato che grazie al suo impegno “il tema dell’insularità con gli amici sardi ha avuto una risposta europea e nazionale al punto che possiamo affermare con orgoglio che è diventata una norma costituzionale che produce, come primo risultato, un’allocazione alla bilancio statale di 100 milioni di euro Dopo questo primo obiettivo è necessario passare alla fase due, ovvero alla fase di pieno riconoscimento dei diritti dei siciliani e delle imprese per ottenere una compensazione dei costi dell’insularità che è orientata a rafforzare il Marebonus (contributo al trasporto di merci via mare) che abbiamo già introdotto e che va potenziato, alla continuità territoriale, alla perequazione infrastrutturale e alla tassazione dello sviluppo».

Armao ha concluso il suo intervento affermando che “occorre attivare un profondo contenzioso con l’Anas che ha fatto cose buone come Ragusa-Catania, ma tiene a freno la Sicilia con la continua manutenzione, che dura da circa 5 anni, della Pa -Ct e della Pa-Tp che il dipartimento che ho diretto ha stimato in una spesa di oltre 40 milioni di euro”.

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