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Primarie in Sicilia, confronto tra i candidati progressisti sull’antimafia

I temi dell’antimafia, dell’anticorruzione e della trasparenza nella pubblica amministrazione sono stati al centro del confronto a Villa Trabia, a Palermo, tra i tre candidati alle primarie del fronte progressista alla presidenza della Regione Siciliana: Barbara Floridia (M5s), Caterina Chinnici (Pd) e Claudio Fava (Centopassi). «Sono temi che si inseriscono nel più ampio concetto di legalità – ha affermato l’eurodeputato Chinnici – Mi piace ricordare che nell’ambito del mio precedente impegno come consigliere regionale, sono stato autore di un’importante norma in materia di anticorruzione e trasparenza. , approvato all’unanimità, ma finora non attuato». Ad oggi sono circa 14.000 le iscrizioni alla piattaforma informatica per partecipare alle primarie online (ci saranno anche oltre 30 gazebo per votare fisicamente). Le iscrizioni chiuderanno il 21 luglio, mentre si vota si svolgerà il 23

L’arrivo dei fondi PNRR spinge a creare presidi in materia di anticorruzione e trasparenza, con il ruolo di sentinelle per fronteggiare la possibile infiltrazione della criminalità organizzata. «La lotta alla corruzione è fondamentale – ha detto Claudio Fava – perché sottrae 4 miliardi all’economia reale. Uno degli strumenti importanti è il monitoraggio elettronico trasparente delle pratiche di appalto. Ciò evita il contatto fisico tra imprenditori e pubblica amministrazione. Oltre a considerare la corruzione come una questione di cui diffidare – ha concluso Fava – è necessario mettere in campo una capacità di intervento per contrastarla, che ancora non c’è”. Per la deputata Floridia “si evidenziano sempre le stesse criticità. dalle indagini delle commissioni antimafia. Se le leggi sono state fatte e noi non le facciamo rispettare, o mancano, cosa possiamo fare? Trovare leggi che risolvano i problemi – continua – La mia esperienza riguarda il reddito di cittadinanza, che toglie lavoro da mafia. Qui servono misure economiche e sociali che vadano a tutelare e liberare i cittadini e riprendere la legge sulla trasparenza, inoltre i giornalisti devono partecipare alle aule del Parlamento siciliano. La stampa deve avere postazioni fisse nell’Aula d’Ercole ».

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