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Liste per le Politiche, nel Pd siciliano polemiche e candidati “di servizio”: Letta sotto accusa

Tutto, o quasi, contro Enrico Letta. Le scelte sulle candidature per le politiche del 25 settembre hanno innescato, ieri, un uragano in casa Pd. Decisioni che ad alcuni parlamentari uscenti non sono piaciute e la Sicilia non è stata esclusa dalle polemiche. A cominciare dall’ex segretario regionale del partito, Fausto Raciti, escluso dalle listeche in un post su Facebook parla di “i rancori che continuano a dominare i cicli politici del Pd”.

Non era escluso ma quasi Carmelo Miceliparlamentare e primo degli eletti al consiglio comunale di Palermo nel PD, che nella lista Sicilia 1 alla Camera è terzo dietro a Giuseppe Provenzano e Teresa Piccione. Miceli ha deciso comunque di andare avanti e di non ritirare la sua candidatura. La spiegazione arriva, ancora una volta, con un post su Facebook: “Ho appreso della mia posizione in lista durante la gestione. Per chi ancora non lo sapesse è una posizione ‘non eleggibile’. Chi è nelle stesse condizioni di comunicandomi la loro disponibilità a non accettare. Io, invece, accetterò la candidatura, anche se è un candidato di “servizio”. Accetterò perché il Pd, la mia Comunità, come spesso accade, è in difficoltà. Lì non c’è spazio per ‘Aventini’ o polemiche e il disimpegno anche di uno solo dei nostri leader o elettori può produrre conseguenze inimmaginabili».

Matteo Renzi parla di una “strategia di chi vorrebbe combattere Salvini e Meloni e poi attaccare solo i renziani o gli ex renziani…”. Un’ipotetica pulizia antirenziana bollata come “ridicola” dal siciliano Giuseppe Provenzano, vicesegretario dem, e blindato dalla carica di capogruppo alla Camera in due circoscrizioni dell’isola. L’ex ministro, sul Corriere della Sera, spiega che “La stagione di Renzi nel Pd è passata da tempo, le sue liste elettorali erano un Armageddon contro chi non la pensava come lui. Questa volta – assicura – non è andata così modo”.

Il taglio dei parlamentari ha influito “molto” sulle scelte fatte, ammette il rappresentante del Pd. “Ma la mancata riforma di questa cattiva legge elettorale ha pesato ancora di più”, sottolinea. Le elezioni «non prevedono pareggio – sostiene Provenzano – la scelta o siamo noi o la destra, non c’è spazio per il terzo o il quarto polo».

Ma in Sicilia anche la base storce il naso. Come Antonio Rubinomembro della direzione regionale del Pd: “C’è un gioco sottile, pericoloso e pieno di cattiveria che da anni cerca di distruggere ogni forma di pensiero di sinistra all’interno del Pd. Ora ci siamo quasi ma credo che quelli a cui viene da quella storia il dovere morale di non arrendersi, di lottare e di ripensare un vero campo progressista e alternativo al gioco perverso che si sta svolgendo”.

Le manovre degli altri partiti in Sicilia

Intanto, in vista delle Regionali, domani (18 agosto) Decio Terrana e Toto Cordaro incontreranno i giornalisti ad Ars per la presentazione dei candidati Udc.

Mentre Pippo Gianni, entra in Lega il sindaco di Priolo (ex parlamentare ed ex consigliere regionale). Lo annuncia Nino Minardosegretario regionale Lega Sicilia-Prima Italia: “Si unisce alla nostra squadra un sindaco siciliano che in questa difficile fase storica ed economica è molto esposto e ha grandi responsabilità: sono sicuro che sapremo affrontare e vincere insieme le sfide del territorio che Pippo rappresenta ed è sempre stato attento con dedizione”.

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