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L’Atalanta vince a Verona, la Salernitana travolge la Sampdoria

Con dolore, l’Atalanta porta a casa i tre punti nella partita contro il Verona. La decisione è stata presa da una precisione lasciata da Koopmeiners ad inizio ripresa ma, soprattutto, dalla grande rosa a disposizione di Gasperini, dalle tante soluzioni offensive e da quel pizzico di qualità in più che manca agli Scaligeri. Una squadra, quella veneta, che sta acquisendo una propria identità e che ha lottato con coraggio fino alla fine. Buone ipotesi su cui costruire. Al via Cioffi schiera ancora un Verona con il 3-5-2 ma cambia alcuni interpreti. Dawidowicz non al meglio siede in panchina e maglia da titolare per Coppola, già protagonista a Bologna. Faraoni alza bandiera bianca, gioca l’altro veronese doc e prodotto del vivaio gialloblu, il Terracciano. La sorpresa più grande è vedere Veloso dall’inizio con Hongla in panchina. Annunciata la formazione dell’Atalanta. 3-4-1-2 in cui Toloi, Demiral e Okoli compongono il muro difensivo davanti a Musso. De Roon si posiziona a centrocampo al fianco di Koopmeiners, mentre Hateboer e Suppy, che vince il ballottaggio con Maehle a presiedere l’esterno. In attacco Lookman fa coppia con Zapata mentre Malinivskyi fa da trequartista. Soporifero per la prima volta. Poche occasioni e tanti errori, anche tecnici, soprattutto in casa dell’Atalanta. Il Verona, infatti, fa il suo gioco onesto. Attacca l’Atalanta in alto, gioca più veloce e riesce a mettere in moto i suoi attaccanti. L’Hellas gioca meglio ma finisce poco. Un paio di tiri di Lasagna, sinistro dal limite di Ilic su vuoto, ma Musso resta abbastanza inattivo. L’Atalanta fa infuriare Gasperini. Gli Orobici sembrano essere in balia della pressione dei veneti, non riescono a trovare i giocatori tra le linee e non danno mai velocità alle loro prevedibili e scontate azioni. Morale, nessuna nota degna di un’Atalanta mai veramente pericolosa in fase offensiva. Gasperini prova a dare una scossa alla sua squadra e cambia gli interpreti. Fuori Suppy, davvero opaco, dentro la brasiliana ex Salernitana Ederson, mentre Muriel subentra al giovane Lookmanm per riformare la coppia tutta colombiana con Zapata. È lo shock che sveglia gli ospiti e porta in vantaggio l’Atalanta. La palla gira più veloce, Koopmeiners dai venticinque metri fa in tempo a tirare un sinistro chirurgico che si infila nell’angolino basso della porta di Montipò. Il Verona ci mette un po’ ma poi prova a riorganizzarsi. Prima un destro di Tameze costringe Musso a salvare a terra, poi è il destro di Lazovic a scuotere la traversa dell’Atalanta con Musso battuto. Il Verona attacca con la forza della disperazione e lascia i contropiedi dell’Atalanta con Montipò che tiene a galla l’Hellas con un paio di interventi decisivi. Vince l’Atalanta, il Verona non è demerito.

La Salernitana travolge la Samp

La Salernitana schianta la Samp (4-0) e conquista la sua prima vittoria stagionale. Una prova convincente del campano che, trascinato dagli ex Candreva e Bonazzoli, archivia l’allenamento della Samp in meno di un’ora.
Le scelte formative premiano Nicola. Il tecnico granata affida a Maggiore le chiavi della mediana e posiziona sui fianchi Coulibaly e Vilhena; l’affresco ex Candreva parte largo a destra con Mazzocchi a sinistra fuori. Davanti all’esordio dal 1′ per Dia in coppia con Bonazzoli. Giampaolo risponde con il 4-1-4-1, schierando alle spalle di Caputo Leris, Rincon, Sabiri e Djuricic.
L’inizio è tutto di marca granata: due minuti e la squadra di casa si presenta in area di rigore di Audero con Dia che viene bloccato al momento del servizio. La gioia per l’ex Villareal è rimandata di pochi minuti: Maggiore (7′) inventa per Bonazzoli che si invola sulla destra, entra in area e sostiene il senegalese che elude l’intervento di Ferrari e deposita il pallone sul fondo impaccato. L’assistente inizialmente alza bandiera ma, dopo l’intervento del Var, il gol viene convalidato. Arechi esplode di gioia e la Salernitana, spinta da 20mila tifosi, viaggia sulle ali dell’entusiasmo, trovando subito il 2-0. Mazzocchi sulla sinistra serve Dia che crossa al centro, Villar a pugni l’intervento, Bonazzoli si avventa sulla palla e fa asciugare Audero. La Samp è in bambola e soffre la vivacità del granata che ipoteca il match con un letale uno-due.
Con il passare dei minuti il ​​ritmo rallenta e la squadra di Giampaolo riesce a farsi vedere più spesso intorno a Sepe. La migliore (tripla) occasione per riaprire il match arriva al 38′: prima Sepe dice no a Djuricic, poi respinge il tiro volante di Caputo e, infine, salva su colpo di testa di Laris.
Nella ripresa, invece, la Salernitana riparte con le marce alte e chiude i conti. Sessanta secondi e Bonazzoli trova il trio, cancellato per fuorigioco da titolare di Dia. La gioia, però, è rimandata di soli quattro minuti: al 5′ Vilhena (esterno dopo l’uscita di Mazzocchi) appoggia per Coulibaly che restituisce palla al numero 10 granata, capace di controllarla e spingerla alle spalle di Audero. Giampaolo effettua quattro cambi in contemporanea, Nicola lancia Botheim nella mischia. E il norvegese impiega dieci minuti (31′) per finalizzare una buona azione di Dia e trafiggere Audero in diagonale, trovando la sua prima gioia in Italia. È l’episodio che fa crollare i titoli di coda del match di Arechi. Salernitana esulta, c’è tanto lavoro per la Samp.

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