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Jebreal attacca Meloni e tira fuori il padre: è bufera, anche Conte dalla parte della leader di FdI

Reati, accuse e condanne. Una battaglia combattuta a colpi di tastiera e smartphone. Il casus belli è il tweet di Rula Jebreal, scritto ieri sera. Il giornalista italo-israeliano, per aggredire Giorgia Meloni, riporta sulla stampa spagnola la notizia della condanna del padre del leader FdI. Chi si difende, minaccia la querela e riceve la solidarietà dei suoi avversari, anche da Calenda e Conte.

“Durante la sua campagna elettorale – scrive Jebreal – il nuovo premier italiano ha diffuso un video di stupro insinuando che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi. Ironia della sorte, il padre di Meloni è un famigerato spacciatore / criminale condannato che ha scontato una pena in una prigione spagnola.

Il padre di Giorgia Meloni è morto da tempo, ma l’ira dei Fratelli d’Italia si scatena non tanto perché Jebreal avrebbe sfruttato «una storia dolorosa», quanto per «l’attribuzione di affermazioni e posizioni politiche gravissime». Nella notte, dopo Lollobrigida, è la stessa leader a mettere in evidenza la frase “fuori luogo” del giornalista: quella sui richiedenti asilo. “Signora Jebreal – scrive la Meloni sul suo profilo Facebook – spero che sappia spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che mi attribuisce”. Giorgia Meloni fa anche alcune precisazioni sul padre: «Lo sanno tutti – scrive – colei che mio padre se ne andò quando avevo poco più di un anno. Tutti sanno che ho scelto di non vederlo più all’età di undici anni. Tutti sanno che con lui non ho mai più avuto contatti fino alla sua morte».

La risposta del giornalista arriva questo pomeriggio, sempre su Twitter. «Il nuovo presidente del Consiglio Meloni minaccia di querelarmi per il mio tweet sulla trama del “grande sostituto”. Tutti gli autocrati usano queste minacce per intimidire e mettere a tacere coloro che li mettono in discussione e li smascherano. Signora Meloni: Non mi faccio intimidire! ». Intanto, tra un post e l’altro, nel giro di poche ore scoppia una tempesta social. L’hashtag #RulaJebreal diventa trendy e sulla questione intervengono in tanti, soprattutto esponenti delle varie fazioni politiche.

“Rula, questa è bassezza. Non esiste politica del genere, tanto meno giornalismo. Cancellate questo tweet che tra l’altro ha l’unico effetto di portare ancora più persone a sostenere FDI», è l’invito di Carlo Calenda, leader di Action. Poco dopo arriva anche su Facebook Giuseppe Conte: «Questo è fango su Giorgia Meloni. Io, Meloni e Fratelli d’Italia, con il M5S li combatto in tutte le località, ma a livello politico. Tuttavia, non si può sottilmente incolpare una figlia – che è stata abbandonata dal genitore, senza avere più relazioni – per i crimini e gli errori del padre». Matteo Salvini aggiunge alla lite: «Chi fa battaglia politica attaccando non l’avversario, ma mamma, papà, figli… è un ometto. O una piccola donna».

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