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Incendi in Sicilia, un decalogo contro i rischi idrogeologici

Un vero e proprio vademecum volto a ridurre i rischi idrogeologici derivanti dagli effetti degli incendi boschivi che devastano il territorio, provocando gravissimi danni al patrimonio naturale dell’isola. Questo il contenuto della direttiva emanata dal segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Regione Siciliana, Leonardo Santoro. Si tratta di una serie di raccomandazioni alle quali i vari organi, i comuni in primis, devono attenersi, pena la denuncia alle competenti autorità giudiziarie, in caso di inosservanza, accertata dalla polizia idraulica dell’Autorità di Bacino. La direttiva nasce dalla possibile minore capacità di captazione dell’acqua piovana a causa di ostruzioni dovute a tronchi, massi e materiale trascinato a valle con maggiore energia a causa dei danni al suolo causati dagli incendi. Danni che, nelle prime piogge, provocano spesso devastanti smottamenti.

Il provvedimento invita i Comuni a difendere il territorio agendo contro la corrosione dei corsi d’acqua, attraverso una serie di azioni. Tra questi: il perimetro delle aree interessate dagli incendi, l’evacuazione dei rifiuti abbandonati in prossimità degli alvei dei fiumi, l’individuazione di tratti stradali che ricadono impropriamente nell’alveo dei corsi d’acqua, l’attuazione di un’efficace azione di sorveglianza, soprattutto nel caso di allerta meteo, volta a prevenire l’utilizzo di guadi, attraversamenti abusivi, pendii in alveo o passaggi nelle murature di argine, mediante azioni di protezione e dissuasione, la rimozione di tutto ciò che potrebbe indurre al transito, nonché quella di qualsiasi ostacolo al regolare deflusso dell’acqua

La direttiva sottolinea inoltre l’importanza di provvedere alla manutenzione dei canali, evitando l’accumulo di rifiuti in prossimità degli alvei, e di attivare le procedure di Protezione Civile in occasione della pubblicazione dei bollettini di allerta meteo. Per quanto riguarda gli attraversamenti, la direttiva ribadisce l’importanza di garantire sempre il tratto fluviale nella geometria originariamente prevista nel progetto di costruzione. Al riguardo, quindi, gli enti titolari delle opere di attraversamento fluviale hanno l’obbligo di provvedere alla manutenzione delle proprie opere, provvedendo al ripristino delle sezioni idrauliche, anche parzialmente intasate, salvaguardando la stabilità delle opere di difesa di propria competenza . è vietato aprire strade sterrate, piazzali, rimodellare i pendii in assenza di adeguate reti di convogliamento dell’acqua. Inoltre, è obbligatorio curare la bonifica dei siti interessati dagli incendi, verificando, nel contempo, l’eventuale contaminazione delle falde acquifere.

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