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Il bimbo di Lampedusa morto, arriva assistenza legale e psicologica per la famiglia

Chiede giustizia e affida la famiglia del piccolo Domenico Bandieramonte, il bambino di Lampedusa morto in ospedale a Taormina, ad una onlus e ad un avvocato veronese. “Cercheremo di ottenere giustizia per questo bambino con l’associazione Sicilia Risvegli”, afferma Davide Tirozzi, intervistato da FanPage. “Con la Onlus – aggiunge – ci occuperemo di fornire supporto psicologico e materiale ai genitori del minore ormai distrutti. Saremo presenti in tutte le azioni legali del caso. I passaggi dal punto di vista giudiziario non sono ancora definiti perché in questo momento i genitori di Domenico sono alle prese con il tormento di questa terribile vicenda. Quel che è certo è che le eventuali responsabilità vanno accertate. Dobbiamo capire come questo bambino ha contratto il batterio e da cosa è venuto. Con le indagini si definirà il ruolo dell’ospedale».

La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico. Secondo la famiglia, il minore, inizialmente ricoverato al San Marco Catania per un virus intestinale, avrebbe contratto un batterio ospedaliero in reparto. La madre, Ambra Cucina, carica un tubo per l’infezione. Anche la Procura della Repubblica di Catania avrebbe aperto un’inchiesta, ma è probabile che l’inchiesta si ricongiunga. La Regione ha poi nominato a sua volta una commissione d’inchiesta per accertare l’accaduto al San Marco.

«La Onlus – afferma l’avvocato Tirozzi – potrebbe essere parte civile in un procedimento sul caso. Intendiamo essere presenti sia legalmente che psicologicamente. Sarà molto importante prendere posizione anche sul piano sociale: nei prossimi giorni intendiamo promuovere altre iniziative in memoria di questo bambino morto in circostanze certamente tragiche che vanno indagate».

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