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Elezioni in Sicilia, depositati 38 simboli. Schifani, Chinnici e Armao hanno la lista del presidente

Io sono 38 i simboli elettorali depositato presso gli uffici dell’Assessorato Regionale al Servizio Pubblico, a Palermo, in vista delle prossime elezioni regionali del 25 settembre. Tre dei candidati alla carica di governatore Renato Schifani, Caterina Chinnici e Gaetano Armao, hanno anche un elenco del presidente. E pochi minuti prima delle 16, ora di chiusura, Action e Italia Viva hanno presentato il simbolo con il nome di Gaetano Armao.

Tra i simboli depositati ieri, quello del Pd, di Claudio Fava-Centopassi e della Nuova Dc di Totò Cuffaro.

Elezioni politiche, 98 simboli al Viminale

Si è conclusa anche la prima fase del processo elettorale nazionale. Alle 16 al Viminale sono stati depositati 98 simboli. La stragrande maggioranza di loro dovrà raccogliere firme per essere sulle schede elettorali. Le liste saranno presentate nelle varie Corti d’Appello domenica 21 e lunedì 22 agosto.
Ci sono solo due grandi coalizioni: centrodestra e centrosinistra. Terzo palo e M5 competono con un unico simbolo e senza alcun alleato.
Il centrodestra corre in Italia con un programma comune e con quattro simboli: FdI, Lega, FI e Noi moderati. Ogni forza ha il suo leader politico. All’estero i centristi passano la mano e ci sarà un simbolo unitario ‘Salvini-Berlusconi-Melonì.
Il centrosinistra corre in Italia e all’estero con quattro simboli: Pd. Italia democratica e progressista, Impegno civico, Alleanza Sinistra Verde, + Europa. Ogni forza ha il proprio leader politico e programma.
Il terzo polo di Action and Living Italy ha un solo simbolo e non è in nessuna coalizione. Il leader politico è Carlo Calenda.
M5s corre da solo in Italia e all’estero. Il leader politico è Giuseppe Conte.
Clemente Mastella raccoglierà le firme per presentare la moglie Sandra all’uninominale alla Camera a Benevento (Noi di centro). Cateno De Luca proverà a correre nell’uninominale in Sicilia (Il sud chiama nord). Roberto Fiore auspica che Forza Nuova possa essere esonerata dalla raccolta firme, in virtù del legame con l’associazione europea di estrema destra Apf. ‘Sindacato popolare con De Magistris’ sostiene di aver già raccolto le firme necessarie per la Lazio.

Le elezioni politiche del 2022 registrano la novità di un ex presidente del Consiglio e di un ministro degli esteri in carica, seppur dimissionario, che depositano personalmente il proprio simbolo al Viminale. Sono Giuseppe Conte e Luigi Di Maio.
Nell’ufficio elettorale del ministero dell’Interno lavorano anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli (per la Lega questa è una tradizione consolidata), il sottosegretario al presidente del Consiglio Bruno Tabacci (impegno civico), l’ex portiere Clemente. Mastella e l’ex pm Antonio Ingroia, protagonista del processo Dell’Utri e presentatore con Marco Rizzo del sovrano e simbolo popolare d’Italia.
Le uniche forze politiche che hanno messo nel simbolo la propria famiglia europea sono FI (Ppe), Action-Iv (Rinnovare l’Europa), ‘Alleanza Verdi sinistrà (Europa verde, Partito dei Verdi europei), Forza Nuova (Apf).

La personalizzazione della polizza è preponderante. 26 simboli contengono il nome di un leader: Merlo (Maie), Calenda, Mastella, Salvini, Cateno De Luca, Giarrusso, Panzironi (Rivoluzione sanitaria), Pappalardo/Presutti (Gilet arancioni), Paragone (Italexit), Nappi (Naturalisti), Lista Pannella, Berlusconi, Adinolfi/Di Stefano (Alternativa per l’Italia), Lupi/Toti/Brugnaro, Musso (Forza del popolo), Di Maio (Impegno civico), Meloni, Papale (Luce del sud), Salvini-Berlusconi-Meloni (centrodestra estero), Sgarbi ( Rinascimento), De Magistris, Peretti (Democrazia Cattolica Liberale), Cappato (Referendum e democrazia), Bonino, Palamara (Oltre il sistema) e Draghi (il simbolo è’ Italiani con i Draghi. Rinascimento ma a Palazzo Chigi non sanno nulla di questo marchio ).
Marco Cappato intende raccogliere le firme necessarie solo in forma digitale. «Ci ​​appelliamo al premier Mario Draghi perché le elezioni non siano antidemocratiche – racconta Cappato ai giornalisti – occorrono 60mila firme in tutto il Paese per poter partecipare alle elezioni e chiediamo di poter utilizzare le firme digitali per rilanciare la democrazia. è già il caso dei referendum, le firme digitali devono essere valide per partecipare alle elezioni politiche. Raccoglieremo firme solo in digitale. Chiediamo a Draghi di equiparare referendum ed elezioni politiche».
Entro il 16 agosto il Viminale deciderà in prima istanza sulla duplicazione: le democrazie cristiane sono quattro; due Pli; due “Sud chiama Nord”; due Unioni popolari con De Magistris; un Partito Comunista Italiano e un Partito Comunista Operaio; diversi elenchi che includono la parola “moderati”. Gli interessati entro il 18 agosto potranno adeguare e modificare il simbolo impugnato o proporre ricorso all’Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione.

Tra gli ultimi simboli depositati anche Italiani con Draghi – Logo unico rinascimentale con il nome del Presidente del Consiglio: oltre alla scritta Italiani con Draghi, il simbolo è accompagnato da una striscia tricolore. Il simbolo è “un’iniziativa che non ha l’avallo di Draghi e quindi non risponde ai requisiti di trasparenza”, sottolinea Palazzo Chigi. Il simbolo potrebbe quindi essere cancellato dal Viminale.

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