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Crisi energetica, Confindustria Sicilia chiede 2 miliardi e mezzo per le imprese

«Gli extra costi energetici stanno mettendo in ginocchio l’economia e il mondo produttivo. Non solo quello dell’industria, ma anche quello legato alle attività artigianali, al turismo. Bisogna agire ora o arriverà il disastro. Un tampone alla crisi generato dall’aumento dei costi non è più rimandabile”. E’ quanto si legge in una nota di Confindustria Sicilia, che chiede l’intervento di Stato e Regione per fronteggiare la crisi, mettendo a disposizione 2,5 miliardi.

«Finora – aggiungono gli industriali – le imprese hanno eroicamente eroso i propri margini per far fronte agli incrementi senza ripercussioni a livello sociale ed economico. Ma ora siamo sull’orlo del baratro e le previsioni per l’inverno sono terrificanti. Non è pensabile che la campagna elettorale possa congelare l’intervento della politica a favore delle imprese e di conseguenza del sistema Paese”.

«I governi regionale e nazionale – conclude la nota – devono immediatamente intervenire a sostegno delle attività economiche e produttive. L’aumento incontrollato dei prezzi sta generando una drammatica spinta inflazionistica. Stiamo affrontando un problema di emergenza del sistema. È urgente agire. La Sicilia ha bisogno di due miliardi e mezzo, di cui due miliardi dallo Stato e 500 milioni dalla regione per far fronte alla situazione economica. Fondi recuperabili dalla programmazione 21/27 dell’FSC (Fondo di Sviluppo e Coesione) e riscattabili in interventi immediati per risanare parzialmente il mondo che produce».

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