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Così espulsioni e addii hanno dimezzato il Movimento Cinquestelle, altri pronti alla fuga

Da 331 a 165 parlamentari. In quattro anni di legislatura la rappresentanza del M5s tra Camera e Senato si è più che dimezzata, e la crisi di governo potrebbe portare a una nuova diaspora, dopo quelle segnate dal primo voto di fiducia al presidente del Consiglio Mario Draghi e dalla scissione voluta da Luigi Di Maio, che ha portato con sé una sessantina di grillini, realizzando Insieme per il futuro.
Neanche un mese dopo, nel M5s, con le spaccature sulla crisi di governo, si profilano nuovi addii. Secondo alcune previsioni, la Camera starebbe valutando la possibilità di lasciare una trentina di deputati. In tal caso il gruppo scenderebbe sotto i 100, ora con 104 membri, meno della metà dei 222 eletti alle politiche 2018. Francesco Berti e Cinzia Leone, che hanno aderito all’Ipf la scorsa settimana quando il Movimento ha deciso di non votare per la fiducia agli aiuti.
Il nuovo gruppo creato da Di Maio è diventato la meta principale degli ex grillini, insieme a Misto. I primi a finire in questo serbatoio furono quattro deputati espulsi dal M5 ancor prima di entrare in carica, per violazione delle norme interne sulle restituzioni volontarie. Fu poi espulso il vice-marinaio Andrea Mura, al centro delle polemiche per le sue numerose assenze. Nel 2019 la stessa sorte toccò a Sara Cunial, divenuta poi nota per le sue posizioni no vax, e nello stesso anno altri tre colleghi lasciarono il M5s. Il percorso di governo con la Lega ha invece portato alle espulsioni per dissenso dei senatori Elena Fattori, Paola Nugnes e Gregorio De Falco, finiti nel Misto.
Il trend è cresciuto nel 2020, tra espulsioni e cambi di gruppo, soprattutto verso Misto ma anche verso Pd, Leu e Lega. In dissenso lasciò a inizio anno l’ex ministro Lorenzo Fioramonti, mentre a dicembre quattro deputati andarono al Misto, contrari alla riforma del Mes, questione su cui tre senatori, passati alla Lega, avevano rotto un anno prima. La successiva grande diaspora è avvenuta in occasione del varo del governo Draghi, con l’espulsione dei 26 deputati che non hanno votato la fiducia: molti di loro hanno creato il gruppo Alternativa.

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