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Consulta: la Corte dei Conti sul bilancio regionale non lede l’autonomia dell’Ars

L’Assemblea regionale siciliana, che approva per legge il rendiconto generale, esercita il controllo politico sulle scelte finanziarie dell’esecutivo regionale. La Corte dei Conti, in fase di perequazione, esercita, invece, un controllo sulla legittimità/regolarità degli specifici dati contabili, su cui si basa la relazione, alla luce dei principi costituzionali di stabilità finanziaria. Pertanto, la decisione adottata dalle Sezioni unite della Corte dei Conti, a seguito del ricorso avverso la decisione di pareggio del bilancio 2019, non interferisce con la competenza legislativa dell’Assemblea regionale (art. 19 Statuto Speciale) e, pertanto, non causare alcun danno. le sue attribuzioni o il principio di leale collaborazione. E’ quanto affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 184 depositata oggi (direttore la vicepresidente Silvana Sciarra), che – come spiega una nota – ha respinto due ricorsi per conflitto di attribuzione tra enti promossi dalla Regione Siciliana, avverso la decisione del sezioni unite della Corte dei Conti, adottata a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale di approvazione della relazione 2019.
Il controllo sulla legittimità/regolarità dei dati contabili, “riservati al giudice contabile”, non può fermarsi al verificarsi della legge regionale di approvazione del rendiconto generale, spiega la sentenza. Il controllo è strumentale al rispetto delle prescrizioni costituzionali sull’equilibrio di bilancio e non può incidere sulla potestà legislativa dell’Assemblea regionale siciliana.
L’accertamento dell’irregolarità/illegittimità dei dati contabili oggetto del provvedimento di perequazione, impugnato avanti le sezioni riunite in apposito concordato, «ha l’effetto – scrive la Corte – di mettere a disposizione dell’ente verificato dati contabili corretti che ne riflettano le condizioni del bilancio ad una certa data ed influiscano sul suo ciclo, in modo tale che lo stesso organismo possa decidere di intervenire nella conciliazione o nelle successive stime e relazioni di bilancio, in linea con il principio di continuità del bilancio”. Qualora la Regione ritenesse di non adottare misure correttive e la deviazione da quanto certificato dalla Corte dei Conti fosse tale da compromettere l’equilibrio di bilancio e i principi di stabilità finanziaria fissati dalle norme costituzionali, si potrebbero creare le condizioni per promuovere o innalzare questioni di legittimità. costituzionali, secondo le modalità ordinarie, delle leggi inerenti al ciclo di bilancio che non rispettano tali principi.

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