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Canicattì, l’ex legale dei boss, Angela Porcello: «Temo per la mia vita e la mia famiglia»

“Paura, paura e angoscia per mia figlia, il mio ex marito, mia madre e anche il mio avvocato per le dichiarazioni di Giancarlo Buggea di avermi istigato”: l’ex avvocato Angela Porcello, in carcere da un anno e mezzo nell’ La portata dell’operazione Xydi, che ha sconvolto il nuovo quartiere mafioso di Canicattì facendo emergere i forti legami con i vertici della cupola siciliana, parla ancora. essere i “consiglieri” e cassiera del clan, sfruttando la sua figura di avvocato, dopo il rifiuto dell’inclusione nel programma di protezione per la mancanza di coerenza delle sue rivelazioni, torna all’attacco e annuncia di essere in una posizione per fare nuove rivelazioni su omicidi, traffici illeciti e gestione dei latitanti: lo ha fatto leggendo in aula una lettera di tre pagine, in stampatello, in cui chiedeva ai pm della DDA di Palermo di tutelarla famiglia. Questo perché Buggea, l’imprenditore mafioso a capo del clan, suo ex compagno, con il quale avrebbe condiviso anni di gestione delle dinamiche mafiose, avrebbe lanciato, nella precedente udienza, con dichiarazioni spontanee, «messaggi di istigazione contro di lui».

“Ha sempre detto che chi non è con lui è contro di lui – scrive Angela Porcello -, ora ha inviato messaggi di istigazione rivolti a gregari che non sono in carcere”. L’ex avvocato dice di temere per la sua famiglia e anche per il suo avvocato Giuseppe Scozzari. L’ex braccio destro del boss chiede di essere nuovamente interrogato e dice di aver riflettuto sul suo “lungo periodo di solitudine” ed è pronto a denunciare “punti di indagine relativi ad omicidi, latitanti rinchiusi nella casa baronale in alcuni terreni gestiti di Buggea, ricerca e individuazione dei luoghi di residenza di un collaboratore di giustizia «per consumare, ovviamente, una vendetta.

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