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Brucia anche Taormina, la Chiesa piange: «Una catastrofe in Sicilia, l’uomo ponga fine allo scempio»

È una “catastrofe” senza precedenti: così la Chiesa piange la stagione estiva 2022 segnata da incendi disastrosi in Italia e in tutta Europa. In queste ore la regione più devastata dagli incendi è la Sicilia: dopo Pantelleria brucia anche l’isola di Lipari. Le fiamme hanno toccato anche una delle mete più importanti del turismo isolano: Taormina.

L’appello a fermare gli incendi arriva dai vescovi europei. Gli incendi “hanno distrutto gran parte delle aree verdi del pianeta” e “in particolare la nostra Europa ha dovuto affrontare una vera e propria catastrofe ambientale che, nel 97% dei casi, è imputabile alla mano dell’uomo. Nei 27 paesi dell’Europa Union, secondo una recente stima, da inizio anno gli incendi hanno già devastato un totale di 517.881 ettari contro i 470.359 dell’anno precedente”, sottolinea il Consiglio delle Conferenze episcopali europee. “Ma se la mano dell’uomo è la causa principale di questo stato di cose, fa anche ben sperare che la stessa mano – sottolinea il Ccee – possa porre un limite a tutto questo”. E quindi i vescovi europei si uniscono all’appello per l’ambiente lanciato da papa Francesco per la Giorno del Creato che si celebrerà il 1 settembre.

Sicilia devastata dalle fiamme

La Sicilia è una delle regioni italiane che in queste ore ha sofferto di più la piaga delle fiamme. Un vasto incendio di evidente incendio doloso, come quello scoppiato martedì scorso a Pantelleria, si è sviluppato a Lipari, la più grande delle Isole Eolie, in frazione Santa Margherita. Le fiamme hanno laccato pericolosamente le case di residenti e turisti, ma fortunatamente non si sono registrati feriti. L’intervento immediato di vigili del fuoco, forestali, protezione civile comunale e volontari, ha evitato che le case venissero avvolte dalle fiamme, spinte dal vento di ponente. Tuttavia, sono stati distrutti dai sei ai sette ettari circa di macchia mediterranea e colture. È stato anche bruciato un deposito dal quale i vigili del fuoco sono riusciti a portare via tre bombole di gas roventi prima che esplodessero. I carabinieri hanno avviato le indagini per accertare le responsabilità.

A Taormina brucia l’area destinata a un campo da golf

In fiamme anche l’area dove doveva sorgere il campo da golf in contrada Vareggio della frazione di Trappitello a Taormina. È il secondo incendio che si è verificato in pochi giorni in quella zona.
Un incendio è scoppiato anche all’interno del Parco Archeologico di Selinunte e, prima che si trasformasse in un grande incendio, uno dei custodi di turno sul sito, un operatore con un drone per conto dell’ente, è riuscito a spegnerlo con gli estintori e evitare la catastrofe.
A Palermo le fiamme hanno continuato a bruciare la discarica di Bellolampo, l’impianto di smaltimento rifiuti gestito dalla Rap, azienda comunale del Comune. Si tratta dell’unico incendio ancora attivo delle decine di incendi scoppiati nei giorni scorsi quando nel capoluogo siciliano erano stati raggiunti i 45 gradi.

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