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Argentina, la vicepresidente Kirchner sfugge a un attentato: la pistola fa cilecca

Una pistola puntata a pochi centimetri dal volto, un clic veloce, ma il colpo non si spegne: così la vicepresidente Cristina Fernández de Kirchner è scappata a Buenos Aires da un attentato che, se fosse riuscito, avrebbe scritto una pagina drammatica in la storia dell’Argentina democratica. Come accadeva da giorni, la zona del quartiere Recoleta dove risiede Kirchner, tra le vie Juncal e Uruguay, era presidiata dai suoi sostenitori che le hanno espresso solidarietà, considerandola vittima di una “giustizia usata come arma politica” dopo la scorsa settimana un pm le ha chiesto una condanna a 12 anni per presunta corruzione.

Stava salutando la folla quando la pistola è esplosa

Scendendo dall’auto di ritorno dal Senato, verso le 21 ora locale, il vicepresidente stava camminando e salutando la folla quando, come mostrano numerosi video, un individuo ha allungato il braccio destro impugnando una pistola Bersa 380 di fabbricazione argentina, ritraendola dopo aver presumibilmente premuto il grilletto. In stato di shock, Kirchner istintivamente le portò una mano al viso e abbassò la testa, solo per essere sorretta dalle persone intorno a lei.

Bloccato il bomber: è brasiliano

L’attentatore è stato identificato come il brasiliano di nascita, ma residente da lungo tempo in Argentina, Fernando Andrés Sabag Montiel, 35 anni, con precedenti giudiziari: ha tentato la fuga ma è stato subito bloccato e consegnato alla polizia. L’arma, caduta a terra, è stata recuperata dagli agenti. Nel caricatore, come è emerso, c’erano cinque proiettili, ma a quanto pare nessuno si era arrampicato nella canna. Alla confusione generata dal gesto, si è aggiunto il fatto che gli uomini della sicurezza non hanno immediatamente trasferito il vicepresidente in un luogo più sicuro per evitare l’azione di un eventuale secondo aggressore.

Solidarietà da tutto il mondo

La notizia ovviamente ha fatto il giro del mondo. Il presidente Alberto Fernández ha condannato l’attentato come l’evento “più grave” dal ritorno della democrazia nel Paese e ha decretato la giornata festiva per consentire alle persone di partecipare alle manifestazioni di solidarietà tenutesi nella storica Plaza de Mayo di Buenos Aires, ma anche in molte altre città. “Cristina è viva perché, per un motivo che non è stato ancora tecnicamente confermato, la pistola con 5 proiettili nella canna non ha sparato nonostante fosse stato premuto il grilletto”, ha detto Fernández in un discorso alla nazione. Presidenti, leader politici e personalità non solo dell’America Latina ma di tutto il pianeta hanno inviato messaggi di solidarietà a Kirchner, al quale non è mancato nemmeno il sostegno di Francesco, il papa argentino.

Giallo sul movente dell’attacco

Le indagini sono iniziate subito dopo la cattura dell’autore del reato, anche se in un primo momento gli investigatori hanno lottato per individuare la residenza di Sabag Montiel, nella città di San Martín, alla periferia di Buenos Aires, dove sono state trovate due scatole. con cento proiettili. Per capire il movente dell’aggressore, che per il momento sembra aver agito da solo, giudici e inquirenti hanno avviato uno studio approfondito della sua personalità. Sul suo conto, cancellato questa mattina ma analizzato dai media argentini, si presenta come Fernando ‘Salim’ Montiel. Il suo profilo Instagram, dove si definisce un “cristiano”, è ricco di immagini che lo ritraggono da solo: davanti allo specchio, in palestra, a sfoggiare i suoi tanti tatuaggi. Al gomito sinistro indossa uno ‘schwarze sonnè, il sole nero, simbolo esoterico utilizzato dai movimenti legati al neonazismo. Altri tatuaggi sono ‘Irminsul’, il simbolo nordico dell’albero del mondo, e il ‘Mjölnir’, il martello del dio Thor. E in un post, Sabag Montiel dice di essersi anche fatto tatuare una svastica. Tra le pagine che l’attaccante ha seguito sui social, alcune si presentano come “logge” o “ordini massonici”. Mi piace sono presenti su profili come ‘Comunismo satanico e’ Scienze occulte ermetiche. Poi ce ne sono altri che alludono alla credenza ‘Wiccà’, una religione neopagana.

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