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Alex Zanardi torna a casa, dopo 76 giorni lascia l’ospedale

Alex Zanardi lascia per la seconda volta l’ospedale di Vicenza. L’ex pilota è stato dimesso oggi dal reparto di riabilitazione dell’ospedale San Bortolo dove è rimasto ricoverato per 76 giorni. “Il paziente è stabilizzato” ha annunciato il primario Giannettore Bertagnoni.

In questi due mesi e mezzo Zanardi ha ricevuto tutte le cure necessarie al suo mantenimento fisico da parte dell’équipe medica e specialistica di un centro di eccellenza sanitaria come quello di Vicenza, uno dei più accreditati in Italia per questa specifica situazione clinica e anche rinomato in Europa. Per questo Daniela Manni, moglie dell’ex campione di automobilismo e handbike, e il figlio Niccolò, che già nell’aprile 2021 si erano rivolti a Vicenza per il recupero fisico e cognitivo dello sfortunato ironman bolognese, anche lo scorso 2 agosto, dopo l’incendio esplosi nella sua villa di Noventa Padovana, volevano riportarlo al San Bortolo in un reparto «che rimarrà il suo punto di riferimento medico per il futuro – dice il dottor Bertagnoni».

Quanto al primo ricovero legato all’incidente contro un camion del 19 giugno 2020, anche questa volta l’ex fuoriclasse ha potuto godere di una riserva quasi impenetrabile, come richiesto dalla famiglia a tutela della sua privacy. È stata la seconda permanenza nel reparto di riabilitazione, dopo il devastante impatto con l’autoarticolato durante una staffetta di beneficenza. Questa volta il recupero di Zanardi è stato complicato dall’incendio dei pannelli fotovoltaici nella sua villa di Noventa Padovana, gli stessi che consentono il funzionamento dei macchinari necessari alla sua riabilitazione. Le fiamme avevano gravemente danneggiato la casa e compromesso irrimediabilmente la funzionalità delle apparecchiature installate per il suo recupero neurologico e fisico.

È stato lo stesso Bertagnoni a seguire l’ex campione, consentendo l’accesso alla sua stanza blindata d’ospedale solo a familiari stretti e fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, infermieri. «Negli ultimi mesi – sottolinea il primario – il nostro principale obiettivo è stato quello di stabilizzare le condizioni cliniche generali di Zanardi. Ma, allo stesso tempo, abbiamo proseguito il percorso riabilitativo seguito durante il primo periodo di ricovero».

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